Berlino über alles/ 2
Addio grandeur, quando si tratta di uscire dalla crisi economica è meglio imitare i primi della classe. Sembra questa la nuova strategia del presidente della Repubblica francese, Nicolas Sarkozy, mai come in questi giorni ispirato dalle scelte rigoriste e pro competitività di Berlino. “Ancora presidente, già candidato” – titolava ieri il quotidiano le Monde – l’inquilino dell’Eliseo avrebbe scelto proprio l’ortodossia fiscale. Leggi Berlino über alles/ 1

Non dovremo attendere il 2012 per assistere alla svolta tedesca di Sarko. Già alla fine dell’anno scorso, proprio alla vigilia dell’incontro bilaterale di Deauville tra Sarkozy e Merkel dal quale è nato il Patto per la competitività europea, Parigi ha approvato l’innalzamento dell’età pensionabile da 60 a 62 anni. Non solo: il governo questa settimana ha proposto al Parlamento di istituire un vincolo costituzionale all’indebitamento pubblico. La cosiddetta “regola d’oro” si ispira alla norma che proprio Berlino ha introdotto nella sua Costituzione nel 2009 per obbligare il governo al pareggio di bilancio.
Per modificare il testo fondamentale della Repubblica serve una super maggioranza, e quindi il consenso dell’opposizione socialista, ma intanto Sarkozy ha fatto capire di fare sul serio: alla fine del 2010 il deficit pubblico della Francia era pari al 7 per cento del prodotto interno lordo (pil), nel 2013 dovrà scendere al 3 per cento. Le promesse della campagna elettorale del 2007, quelle in cui Sarko prometteva di ridurre di quattro punti percentuali la pressione fiscale e di restituire così 68 miliardi di euro ai francesi, sono solo un ricordo. Ora, se i francesi vorranno limitare l’invasività dello stato, dovranno iniziare a chiedere di meno alla Republique.
Una cura berlinese si annuncia pure nelle relazioni industriali e questa volta le proposte di stampo tedesco vengono dal Conseil d’analyse économique. In un rapporto appena pubblicato da questo organismo, composto di tecnici ma di nomina governativa, la Germania è citata come modello da imitare per combattere la disoccupazione. I sindacati di Berlino hanno accettato “sacrifici” in termini di salario, ottenendo in cambio maggiore tutela dei posti di lavoro. Sarko ha preso nota.
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